Si riporta l’indirizzo di saluto ed il discorso di apertura ai convenuti ala Summit internazionale, tenuto da mons. Presidente.
nella “Sala Loyola della Pontificia Università Gregoriana
Maestà, Eccellenze, Distinte Autorità, Signori e Signore, cari ospiti e partecipanti,
È con profondo rispetto, senso di responsabilità e sincero onore che prendo la parola oggi in occasione di questo importante convegno, un momento di incontro e confronto che chiama a raccolta intelligenze, esperienze e visioni provenienti da diverse realtà del nostro pianeta.
Rivolgo un deferente e caloroso saluto a Sua Maestà Oba Dokun Thompson Gureje IV, l’Oloni di Eti-Oni, la cui presenza oggi tra noi non rappresenta soltanto la testimonianza di una storia e di una tradizione secolare, ma incarna una leadership illuminata, capace di guardare al futuro con coraggio e lungimiranza. Maestà, il Suo costante impegno nel trasformare la tradizione in un motore di sviluppo sostenibile e di riscatto sociale è per tutti noi motivo di profonda ispirazione.
Saluto e ringrazio sinceramente tutte le Autorità civili, religiose e istituzionali presenti, i rappresentanti del mondo accademico, economico e della società civile, la cui partecipazione attesta la centralità dei temi che ci accingiamo ad affrontare.
Il Cuore del Convegno: Tre Pilastri per il Futuro
Oggi ci riuniamo attorno a un trittico concettuale che non è soltanto un manifesto di intenti, ma un’agenda d’azione urgente ed ineludibile per la nostra epoca: Dignità Umana, Sviluppo Inclusivo e Responsabilità Globale.
1. La Dignità Umana
Al centro di ogni nostra riflessione e di ogni decisione politica, economica o sociale deve tornare, con forza, la persona. La dignità umana non è un concetto astratto né un privilegio da concedere: è il fondamento inalienabile su cui edificare la convivenza civile. Significa garantire un lavoro equo e dignitoso, valorizzare le comunità locali, difendere il patrimonio culturale e assicurare a ciascun individuo la possibilità di esprimere appieno il proprio potenziale. Come ci insegna l’esperienza di Eti-Oni, restituire valore e rispetto al lavoro della terra e a chi la coltiva è il primo e indispensabile passo per ridare dignità alle persone e alle comunità.
2. Lo Sviluppo Inclusivo
Non può esserci vera prosperità se essa rimane appannaggio di pochi. Lo sviluppo, per essere autentico e duraturo, deve essere inclusivo. Deve creare opportunità per i giovani, valorizzare il ruolo fondamentale delle donne, integrare le aree rurali ed economicamente marginali nei grandi circuiti dell’innovazione e del commercio. Dobbiamo superare le vecchie logiche estrative o assistenziali per abbracciare modelli di empowerment e cooperazione, fondati sulla formazione, sul trasferimento di competenze e sulla creazione di valore aggiunto direttamente nei territori d’origine.
3. La Responsabilità Globale
Infine, viviamo in un mondo interconnesso dove le sfide — dal cambiamento climatico alla sicurezza alimentare, dalle transizioni economiche alle dinamiche migratorie — non conoscono confini. Nessuna nazione, nessuna comunità può salvarsi da sola. La Responsabilità Globale ci impone di costruire partnership eque e paritarie tra il Nord e il Sud del mondo, orientando le nostre filiere produttive e i consumi verso modelli trasparenti, etici e sostenibili. È la chiamata a sentire la Terra come casa comune e la comunità umana come un’unica grande famiglia globale.
Conclusioni
Maestà, Autorità, illustri ospiti,
Il convegno di oggi non deve limitarsi a essere un momento di celebrazione o di dibattito teorico. Deve essere un laboratorio di idee e un catalizzatore di impegni concreti. Le sfide che abbiamo di fronte sono complesse, ma l’esempio di leadership responsabili e la volontà di dialogo tra culture ed economie diverse ci mostrano che un percorso di cambiamento è non solo possibile, ma già in atto.
Aderiamo dunque ai lavori di questa giornata con mente aperta, spirito cooperativo e determinazione, affinché le conclusioni a cui giungeremo possano tradursi in azioni capaci di incidere positivamente sulla vita delle nostre comunità.
Vi ringrazio per l’attenzione e auguro a tutti noi un proficuo e fecondo prosieguo dei lavori.

